Giornata Mondiale delle Api 2025

Giornata Mondiale delle Api 2025

Il 20 maggio si celebra il World Bee Day, istituito nel 2017 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Il 20 maggio è stato scelto in quanto data di nascita di Anton Janša (1734-1773) un apicoltore sloveno che ha notevolmente contribuito alla conoscenza della storia naturale dell’ape mellifera e allo sviluppo dell’apicoltura moderna. La Repubblica di Slovenia è stata infatti la principale promotrice dell’istituzione di questa giornata.

Questa giornata internazionale ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza degli impollinatori, sulle minacce che affrontano e sul loro contributo allo sviluppo sostenibile. Le api e gli altri impollinatori, come farfalle, coleotteri, e molti altri insetti (in altre parti del globo sono impollinatori anche alcuni mammiferi e uccelli) infatti, consentono a molte piante di riprodursi, comprese numerose colture alimentari.

L’impollinazione zoofila è un fenomeno naturale davvero straordinario che, grazie alla selezione naturale ha favorito la trasformazione degli organi riproduttivi delle piante magnoliofite in strutture attrattive per animali che, trovandovi una ricompensa di cibo, il nettare ma anche il polline e in alcuni casi un riparo sicuro, favoriscono il trasporto del polline da una pianta all’altra di una stessa specie vegetale. I colori, la forma ed il profumo dei fiori, sono segnali che gli impollinatori utilizzano per trovare rapidamente le ricompense che queste piante offrono loro ricevendone in cambio la fecondazione e quindi la riproduzione.

L’impollinazione ci mostra in modo eclatante e affascinante come la Natura sia “insieme” e che gli organismi sono tra loro collegati da relazioni di vario tipo. Per dirla con Charles Darwin “Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con le sue molte capacità, che inizialmente fu data a poche forme o a una sola e che, mentre il pianeta seguita a girare secondo la legge immutabile della gravità, si è evoluta e si evolve, partendo da inizi così semplici, fino a creare infinite forme estremamente belle e meravigliose”.

Il ruolo degli impollinatori è dunque fondamentale per la conservazione degli equilibri naturali e non soltanto per la produzione di cibo destinato alla sopravvivenza del genere umano. Da quest’ultimo punto di vista si stima che oltre un terzo degli alimenti che consumiamo deriva direttamente o indirettamente da una impollinazione mediata da insetti, in particolare dalle api.

Bisogna però sottolineare che quando si parla di api spesso si fa riferimento ad una sola specie, quell’ape mellifera che l’uomo ha imparato a gestire da alcune migliaia di anni mediante quell’affascinante arte che è l’apicoltura. Ma le api, o come si dice in termini tecnici, gli Apoidei antofili, sono molte. Nel mondo se ne conoscono circa 20.000 specie, 2.000 sono note per l’Europa e oltre 1.000 specie vivono in Italia. Ma anche l’ape mellifera è una componente fondamentale della biodiversità nelle sue aree di origine, cioè l’Africa, L’Europa e parte dell’Asia.

Pur allevata da alcuni millenni questa specie resta un organismo selvatico che tuttavia viene spesso considerato ana specie domestica e quindi aliena negli ambienti naturali. Le api sono invece una componente fondamentale della nostra ricchissima biodiversità come lo sono tutti gli impollinatori. Tutelare gli impollinatori significa tutelare le piante su cui questi organismi basano del tutto o in gran parte la loro sopravvivenza. Tutelare gli impollinatori significa tutelare gli ambienti nel loro insieme.

Perché le api sono in pericolo?

Le minacce che mettono a rischio gli impollinatori sono in primo luogo la perdita di naturalità di porzioni sempre maggiori del nostro pianeta. La riduzione della complessità vegetale, causata sia dalla diffusione delle monoculture che dall’abbandono di aree marginali come molte aree collinari e montuose, determina una riduzione degli impollinatori e questa riduzione determina una ulteriore riduzione della varietà di piante. L’ampio utilizzo di pesticidi in agricoltura e nelle aree urbanizzate è sicuramente un altro grave fattore e a questo si accompagna la scomparsa dei siti idonei alla riproduzione degli impollinatori dovuta alle lavorazioni meccaniche ed alla cementificazione.  In alcune situazioni possono poi verificarsi fenomeni di competizione tra api allevate e impollinatori naturali. Questa competizione può essere alimentare, ma anche genetica, quando si introducono in un’area api allevate (api mellifere, bombi, osmie etc.) provenienti da altre aree che quindi possono causare un inquinamento genetico.

Cosa possiamo fare per proteggerle?

La tutela degli impollinatori è dunque una sfida complessa ma necessaria e per questo gli obbiettivi della Nature Restoration law possono essere cruciali. La ricerca scientifica e l’associazionismo possono e devono fare la differenza in tal senso, impegnando la politica ad una concreta tutela della biodiversità.

Per quanto riguarda l’Italia, l’8 febbraio 2022 è stata una data storica perché in quel giorno è stata approvata la modifica di due articoli (9 e 41) della Costituzione Italiana.

Articolo 9: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.

Articolo 41: L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all’ambiente. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali.

Ogni istituzione ed ogni cittadino italiano ha dunque il dovere di tutelare la biodiversità e l’ambiente. Ognuno di noi può impegnarsi nella tutela degli impollinatori e della biodiversità con piccole scelte quotidiane come ad esempio:

  • Scegliere prodotti sostenibili;
  • Sostenere l’apicoltura locale acquistando miele e altri prodotti dagli apicoltori del territorio;
  • Essere disposti a pagare un prezzo che garantisca la sostenibilità sociale;
  • Non sprecare il cibo e ridurre i consumi di merci inutili e deperibili;
  • Non usare pesticidi nel proprio giardino o orto;
  • Piantare specie mellifere che offrano un’ampia disponibilità di nettare e polline ma anche melata agli apoidei;
  • Ridurre le superfici a prato inglese a favore di prati fioriti;
  • Chiedere alla politica locale, nazionale ed europea di agire in modo sostenibile.

La giornata mondiale delle api deve dunque essere un’occasione per riflettere su tutti questi temi e può essere l’occasione per fare un passo avanti verso una inderogabile difesa della biodiversità.