Materiali utili

Per promuovere la certificazione in occasione di eventi o fiere è possibile realizzare questo semplice cavaliere da posizionare su banconi, scrivanie o altri supporti.

Per promuovere la certificazione in azienda, in negozio o in campo è possibile utilizzare dei cartelli.

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La ricerca, pubblicata nel 2023, affronta e analizza l’Antropocene: termine che indica una nuova epoca caratterizzata dalla forte influenza dell’essere umano nei processi biologici, chimici e geologici sul pianeta. L’analisi si concentra sul diritto ambientale e sulle problematiche legate ad esso, focalizzandosi sui diritti dei non-umani. Nella ricerca viene citato il Protocollo Biodiversity Friend posto a confronto con la certificazione europea dell’agricoltura biologica: due testi normativi che mirano a mobilitare e qualificare attori non umani nell’ambito del lavoro agricolo attraverso immaginari di “nature” diverse. Il documento evidenzia come Biodiversity friend offra un’immagine dell’azienda agricola come luogo di articolazione di produttività e improduttività, preoccupandosi di costruire, oltre che un programma di produzione, anche un programma di diversificazione lasciando spazio ad organismi e attività di riproduzione della biodiversità.

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Nel contesto di una perdita di fiducia nelle filiere di produzione e distribuzione alimentare, rese opache dalla crescente complessità del mercato, i consumatori orientano le proprie preferenze verso prodotti la cui “naturalità” è attestata da certificazioni. Questo articolo esplora le strategie di rinaturalizzazione alla base della normativa europea sull’agricoltura biologica e del più recente schema di sostenibilità Biodiversity Friend. La ricerca mostra come gli schemi di certificazione considerino il contributo di attori umani e non umani (oggetti tecnici, materiali, specie animali) in modo diverso. Ciascuna delle certificazioni sposta il confine tra natura e cultura, portando a confermare o mettere in discussione la struttura semantica della cosmologia naturalistica.

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Nell’articolo, pubblicato nel 2023, viene analizzato il ruolo della governance orizzontale come motore che sostiene i processi di miglioramento ambientale per le imprese. In particolare viene esaminato il miglioramento ambientale nelle catene del valore del vino italiano, concentrandosi sui distretti del Prosecco e della Valpolicella. L’analisi identifica quattro traiettorie principali di miglioramento ambientale per le imprese: attraverso la certificazione, tornando alla tradizione, attraverso l’innovazione tecnologica e/o come articolazione della politica locale. Tra le certificazioni di sostenibilità viene considerato lo standard Biodiversity Friend, strumento utile alle aziende per ridurre i propri impatti ambientali, non solo per il vino ma anche altri prodotti agroalimentari.

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L’Università di Verona ha condotto una ricerca sulla conoscenza nutrizionale e sull’attenzione alla salute come fattori determinanti nella scelta di acquisto di vino da parte dei consumatori. Il vino è uno dei pochi prodotti alimentari non soggetti ad etichettatura nutrizionale obbligatoria (ad eccezione del contenuto alcolico), pertanto, le caratteristiche del prodotto possono essere dedotte da attributi relativi ai metodi di produzione e al contenuto di alcol. La ricerca indaga le informazioni riportate in etichetta e le preferenze dei consumatori per le informazioni legate alla “naturalezza”. La ricerca prende in considerazione diversi attributi di certificazione di sostenibilità, come il marchio Biodiversity Friend, il marchio di Certificazione biologica e il marchio “Demeter®”.

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L’articolo si concentra sulle linee guida per la produzione alimentare fornite da due protocolli sulla sostenibilità: la certificazione Biologica dell’Unione Europea (UE) e la certificazione Biodiversity Friend. Prendendo spunto dai recenti sviluppi nello studio delle «tecnologie del diritto», questo articolo esamina il ruolo e il significato della tecnologia nel settore in espansione degli standard sostenibili nella produzione alimentare. Entrambe le certificazioni perseguono il valore della sostenibilità ma si basano su diversi concetti di natura, cultura, tecnologia, risorse, e organizzazione degli spazi agricoli. Biodiversity Friend viene descritto come promotore di un modello di sostenibilità in cui l’uomo e la natura non sono in competizione tra loro ma in cooperazione.

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Nel 2019 la Commissione Europea ha affidato a IPSOS Consortium una ricerca di mercato relativa alla valutazione di alternative nella comunicazione ai consumatori dell’Impronta Ambientale di Prodotto. Principale obiettivo dello studio è stato quello di individuare le modalità più efficaci per comunicare ai consumatori la PEF (Product Environmental Footprint); l’indagine ha preso in considerazione diversi prodotti, valutando anche l’interazione con altri marchi legati alla sostenibilità ambientale. Per quanto riguarda il prodotto vino, i marchi considerati sono: Agricoltura Biologica e Biodiversity Friend®. In sintesi, lo studio evidenzia che l’accostamento del marchio Biodiversity Friend® all’etichetta PEF sul prodotto vino, aumenta la percezione dei consumatori di essere ben informati e meno confusi.

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“Certificare per competere” è un rapporto realizzato nel 2016 dalla Fondazione Symbola e Cloros con l’obiettivo di fornire ai consumatori e imprese strumenti utili per orientarsi nel vasto mondo delle certificazioni ambientali. Questa ricerca prende in considerazione diversi marchi e certificazioni di sostenibilità ambientale, portando alla luce la solida correlazione che esiste tra queste certificazioni e la competitività delle aziende che le adottano. L’indagine ha preso in considerazione i quattro settori tradizionali del Made in Italy: Automazione, Abbigliamento, Arredocasa e Alimentare, al fine di confrontare le performance delle aziende certificate con quelle non certificate. Tra le certificazioni del settore agroalimentare viene considerato il protocollo Biodiversity Friend per la tutela della biodiversità in agricoltura.

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Nell’articolo pubblicato nel 2015 vengono messi a confronto due indici biologici basati sulle comunità della pedofauna: il più datato QBS- ar e il più recente IBS-bf, al fine di comprendere se le risposte dei due differenti indici sulla valutazione delle condizioni e della qualità del suolo fossero comparabili. I risultati mostrano differenze nei valori rilevati tra gestioni biologiche, gestioni convenzionali e aree di controllo (prati e sterpaglie) per entrambi gli indici, con valori più alti nelle aree incolte,  valori intermedi nel biologico e valori più bassi nelle gestioni convenzionali. Inoltre, entrambi gli indici mostrano un andamento simile, confermando che la fauna del suolo è un valido strumento per valutarne la qualità biologica.

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Gli Indici di Biodiversità dello standard Biodiversity Friend® sono utili per valutare gli impatti delle attività antropiche su aria, acqua e suolo. Infatti, alcuni organismi, definiti indicatori biologici, sono particolarmente adatti a rilevare alterazioni più o meno pesanti dell’ambiente in cui vivono. Nell’articolo pubblicato sulla rivista scientifica “Biodiversity Journal” nel 2014 vengono illustrate le procedure attraverso le quali viene valutata la qualità ambientale nel Protocollo BF; in particolare, vengono presentati i metodi di campionamento e valutazione dei tre Indici di Biodiversità: l’Indice di Biodiversità Lichenica (IBL-bf), l’Indice di Biodiversità Acquatica (IBA-bf) e l’Indice di Biodiversità del Suolo (IBS-bf).

 

Nota: Il protocollo Biodiversity Friend e gli Indici di Biodiversità dal 2014 ad oggi sono stati sottoposti a diverse revisioni allo scopo di aggiornare e perfezionare la cheklist di valutazione.

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L’articolo, pubblicato nel 2011, presenta la storia e i principi che hanno portato alla nascita della certificazione Biodiversity Friend. Dopo una breve premessa sull’importanza della tutela della biodiversità, il Protocollo Biodiversity Friend viene presentato attraverso una descrizione degli elementi di valutazione e degli obiettivi dello standard. L’articolo riportata, inoltre, la scheda di disciplinare ideata inizialmente per la certificazione “Biodiversity Friend”.

 

Nota: Il protocollo Biodiversity Friend dal 2011 ad oggi è stato sottoposto a diverse revisioni allo scopo di aggiornare e perfezionare la cheklist di valutazione.

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Nel 2022 l’European Federation of Origin Wines (EFOW) ha affidato ad Arcadia International uno studio sullo stato di avanzamento delle iniziative di sostenibilità delle denominazioni vitivinicole. Lo studio è stato condotto nei cinque principali paesi produttori di vino in Europa: Francia, Germania, Italia, Spagna e Portogallo. Tra le iniziative di sostenibilità a cui hanno aderito i soci di più di un gruppo vinicolo DOP in Italia, viene nominato il Protocollo Biodiversity Friend® come programma di certificazione per la tutela della biodiversità e la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

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Il Rapporto è la sintesi dell’attività e la proposta organizzativa del Forum per la Sostenibilità Ambientale del Vino. Lo studio, incentrato sulla promozione della sostenibilità ambientale del vino quale elemento essenziale dell’eccellenza qualitativa e della competitività delle produzioni italiane sui mercati, ha coinvolto oltre 1000 aziende vitivinicole e 15 programmi nazionali per lo sviluppo sostenibile del vino. Tra i 15 programmi viene considerata la Certificazione Biodiversity Friend.

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Questo volume indaga e documenta le complesse interazioni tra le piccole aziende agricole a conduzione familiare e le Riserve MaB a Cuba, esaminando come le aziende utilizzano la biodiversità, le conoscenze e le tecniche agroecologiche sostenendo i paesaggi naturali e agricoli. Al Capitolo 9 “Measuring farm environmental sustainability in the Sierra del Rosario Biosphere Reserve” vengono riportati i dati e le considerazioni ottenute dallo studio di ricerca condotto in 24 aziende in cui è stato utilizzato il Protocollo Biodiversity Friend e l’Indice di Biodiversità del Suolo per valutare l’impatto dell’agricoltura sulla biodiversità. La metodologia applicata ha permesso di identificare con gli agricoltori i punti di forza e debolezza nelle pratiche di gestione, fornendo indicazioni per migliorare e favorire la sostenibilità e la conservazione della biodiversità. Scopri il volume.

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Misurare la qualità nutrizionale dell’ortofrutta e caratterizzare l’ambiente di coltivazione del Veneto sono gli obiettivi su cui la Regione del Veneto ha scelto di investire promuovendo il progetto “Caratterizzazione qualitativa dei principali prodotti ortofrutticoli veneti e del loro ambiente di produzione”. Considerando che tra gli elementi qualificanti dei prodotti ortofrutticoli un ruolo importante spetta all’ambiente di coltivazione, il progetto ha preso in considerazione gli impatti ambientali delle attività agricole sugli agroecosistemi e sulla biodiversità. Tali impatti sono stati valutati applicando il protocollo di certificazione Biodiversity Friend ed in particolare attraverso gli Indici di Biodiversità di Suolo, Acqua e Aria applicati in 175 aziende ortofrutticole. I risultati dimostrano come il ricorso alle “buone pratiche agronomiche” contribuisca al mantenimento della biodiversità degli agroecosistemi, migliorando anche la qualità dell’ambiente.

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L’obiettivo principale del progetto BIOFUTURE è stato quello di valorizzare alcune produzioni ortofrutticole del territorio veneto attraverso l’individuazione di tecniche di gestione colturale in grado di assicurare il mantenimento o l’incremento della biodiversità del territorio. Nel Progetto sono state proposte e applicate pratiche agronomiche a basso impatto ambientale al fine di custodire l’ambiente e di fornire un prodotto di qualità, tutelando la salute dell’agricoltore e del consumatore. Per la conservazione della biodiversità sono stati eseguiti i rilievi degli Indici di Biodiversità del Protocollo Biodiversity Friend relativi a suolo, acqua ed aria; ciò ha permesso di restituire un’analisi ecologica e paesaggistica dei territori utile al rafforzamento di tecniche agronomiche produttive, rispettose della fertilità naturale dei suoli e della biodiversità.

Nel 2010 Biodiversity Friend ha ottenuto il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Nel 2012 la Commissione Europea ha preso in considerazione il Protocollo Biodiversity Friend all’interno dell’European Business & Biodiversity Platform: piattaforma elaborata dall’UE per collaborare con le imprese e aiutarle a misurare e integrare il valore della biodiversità nel processo decisionale aziendale.

La Carta di San Michele all’Adige è un documento stilato e firmato da esponenti della ricerca scientifica e da personalità di rilievo del mondo dell’apicoltura e dell’ambientalismo. Il documento vuole sottoporre alle amministrazioni politiche l’urgenza di accordare un’adeguata protezione faunistica all’ape mellifica (Apis mellifera Linnaeus, 1758) e, in particolar modo, alle sue sottospecie autoctone.