
01 Lug Indice di Biodiversità del Suolo (IBS-bf)
Si è conclusa con entusiasmo e partecipazione straordinaria la ventottesima edizione del Congresso Nazionale Italiano di Entomologia, ospitata dall’Università di Siena dal 16 al 20 giugno. L’evento ha riunito oltre 500 esperti provenienti da tutta Italia e dall’estero, trasformando per una settimana la città toscana nella capitale nazionale dello studio degli insetti.
Il congresso ha offerto 14 sessioni tematiche, spaziando dalla biodiversità del suolo alla genetica di specie invasive, con particolare attenzione al coleottero Popillia japonica e agli sviluppi recenti nella ricerca morfologica e molecolare. Un congresso che ha unito rigore accademico e spirito collaborativo, sottolineando il ruolo cruciale dell’entomologia nella tutela dell’ambiente e della biodiversità.
Un momento di particolare rilievo al Congresso è stato rappresentato dalla XIII sessione, interamente dedicata allo studio dell’artropodofauna del suolo. Tra le relazioni di maggiore interesse, si segnala: “Impatto degli ungulati selvatici sulle comunità di artropodi del suolo nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano”.
La relazione è stata presentata da Fabio Garzuglia, Tommaso Fusco, Enrico Ruzzier e Andrea Di Giulio, ricercatori del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre, con il contributo del National Biodiversity Future Center (NBFC) di Palermo. Lo studio ha analizzato come la presenza e l’attività di ungulati selvatici (es. cinghiali e cervi) influenzino la composizione e la biodiversità delle comunità di artropodi edafici.
Recentemente, l’eliminazione dei grandi predatori e i cambiamenti nella gestione venatoria hanno causato l’incremento delle popolazioni di ungulati selvatici negli ecosistemi europei e nordamericani, i quali possono arrecare notevoli disturbi all’ambiente edafico, già minacciato dalle modificazioni antropogeniche.
Nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano sono presenti abbondanti popolazioni di ungulati selvatici, contemporaneamente sono state istituite aree recintate con lo scopo di escluderne l’ingresso per condurre monitoraggi sulla rinnovazione naturale degli habitat forestali; in tutta l’area della Tenuta sono state effettuate inoltre ricerche decennali sull’ambiente edafico.
Lo studio dell’impatto degli ungulati selvatici sulle comunità di artropodi del suolo, gruppo ampiamente utilizzato nell’ambito della bioindicazione, ha fornito risultati preliminari sulle relazioni tra intensità del disturbo e le risposte delle comunità, orientando le metodologie di monitoraggio nel contesto “suolo” nella Riserva.
Gli indicatori di qualità del suolo QBS-ar, IBS-bf, ricchezza di taxon, indice di Shannon e di Margalef hanno rilevato comunità più strutturate nell’area con disturbo minimo, mentre nell’ area recintata recentemente si è verificata una tendenza significativa alla loro semplificazione, possibilmente dovuta all’ingresso accidentale di ungulati di dimensioni minori, a causa della presenza di buchi nelle recinzioni.
Al contempo, l’indice IBS-bf si è rivelato migliore in termini di costi/risultati forniti.
L’Indice di Biodiversità del Suolo (IBS-bf) è un metodo basato sull’analisi delle comunità di macroinvertebrati edafici, i quali sono ottimi bioindicatori per valutare la qualità dei suoli. L’IBS-bf è un indice sintetico che misura la complessità e la ricchezza della fauna del suolo basandosi sulla presenza/assenza di determinati gruppi di invertebrati, sul loro grado di adattamento alla vita sotterranea e la loro sensibilità alle alterazioni ambientali.
La World Biodiversity Association onlus (WBA) ha sviluppato nel 2010 l’Indice di Biodiversità del Suolo (IBS-bf), ispirandosi ai principi dell’indice QBS-ar ideato da Vittorio Parisi nel 2001. Questo indice è oggi parte integrante dello Standard Biodiversity Friend®: protocollo di certificazione volontario di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
L’IBS-bf, insieme alla sua semplicità di applicazione e al ridotto impatto ambientale, viene proposto all’interno della relazione come l’indice più efficace per il monitoraggio della qualità del suolo nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano.
Analisi sulla similarità mediante indici di Jaccard estesi hanno indicato che, tuttavia, è possibile rilevare risultati più accurati registrando l’abbondanza numerica delle unità tassonomiche.
Questo contributo ha suscitato un vivace dibattito tra i partecipanti, sottolineando l’importanza di approcci multidisciplinari per comprendere le interazioni tra macrofauna e microfauna in ambienti naturali complessi.
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